Perché tante opere d’arte italiane si trovano all’estero?

Leonardo Da Vinci: Monna Lisa, Gioconda.
 

Non tutti sanno che molte delle opere più importanti realizzate da artisti italiani non si trovano in Italia. Quelle che apprezziamo nei musei e nelle strutture adibite, sono solo una parte di quanto prodotto negli anni più fiorenti dell’arte italiana (tra il trecento e il novecento).

Nel corso degli anni infatti c’è stata grande dispersione di tutto il patrimonio artistico, migliaia di quadri, sculture e arazzi italiani si trovano attualmente nei musei e nelle collezioni private in giro per tutto il mondo. Ma perché tante opere d’arte italiane si trovano all’estero?

L’Italia negli anni non ha subito grandi aggressioni estere che hanno depredato il suo patrimonio, eccezion fatta per l’Impero Napoleonico che, tra l’altro, ha portato al Louvre uno dei quadri più famosi del mondo, la Gioconda realizzata da Leonardo Da Vinci. La risposta va cercata altrove e in diverse situazioni.

Le grandi collezioni ad esempio si sono disperse a causa di crac economici dei grandi appassionati dell’epoca o di veri e propri sequestri “coattivi” effettuati da re e pontefici che non gradivano questo o quell’aristocratico, rivendendo quindi all’asta le opere che normalmente andavano all’estero, ad esempio in Francia o in Russia.

Anche i grandi mercanti italiani sono stati tra i principali artefici dello spoglio delle opere d’arte italiane; tra il ‘700 e l’800 molti dei più grandi commercianti del nostro paese, approfittando dell’ignoranza, della poca cultura artistica che gli italiani avevano sotto questo aspetto, capirono che bastava un po’ di furbizia per arricchirsi ed infatti con tanta semplicità acquistavano a poco prezzo  le opere d’arte e le rivendevano all’estero, dove esisteva già una cultura artistica di livello, facendo dei ricavi altissimi.

Negli anni successivi poi ci si è messa anche la politica a permettere che le collezioni artistiche più belle del nostro paese potessero finire all’estero, date in regalo a capi dello stato come ad esempio nel periodo fascista (parliamo di meno di 80 anni fa) quando molte opere italiane vennero regalate in segno di ringraziamento e di devozione alla Germania prima che la stessa ci  diventasse nemica con l’arrivo degli americani e la conseguenti fine della seconda guerra mondiale.

Infine negli anni recenti i cosiddetti “antiquari” che hanno avuto la possibilità di scovare nei posti più impensabili opere di un certo livello e valore, magari senza cacciare neanche denaro, non hanno avuto difficoltà a rivenderli all’estero solo per questioni economiche personali che hanno fatto perdere all’Italia tantissima cultura artistica.

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