Perché non capiamo l’arte contemporanea?

Marilyn Monroe, Andy Warhol

Se facciamo una ricerca su Google ci rendiamo conto, a primo impatto, come “arte contemporanea” sia una delle frasi che maggiormente viene ricercata dagli internauti. Già individuarne una definizione non è semplice. Infatti per arte contemporanea si intende tutte quelle forme di arte “iconografica” presente dagli anni cinquanta ad oggi: è stata definita contemporanea perché manca di una vera e propria scuola artistica dominante riconosciuta da artisti, storici e critici d’arte. Uno dei fattori principali dell’arte contemporanea è quella delle tecniche e dei linguaggi con cui si caratterizza: dalla video-art alla fotografia, dalla scultura all’arte “digitale”, passando per disegni, pittura, musica, performance, installazioni.

Una difficile identificazione

Questa difficile definizione e identificazione dell’arte contemporanea permette di capire perché in molti casi non arrivi facilmente. Molte delle tendenze artistiche che si sono succedute nel corso degli anni davano un senso chiaro, era comprensibili sin dal primo sguardo, per poi avere magari delle sfaccettature più intense da cogliere con una interpretazione più attenta. Abituati in questo modo, critici, cultori, appassionati d’arte, hanno riscontrato grossa diffidenza nell’arte contemporanea che ha rappresentato a questo punto una vera e propria rivoluzione. Era necessario capire il significato, interrogarsi sul perché, andare a fondo: vengono spesso messi in discussione i concetti basilari dell’arte, come ad esempio quello definito come il “bello” (ad esempio un paesaggio che diventando astratto perdere quello stupore ma assumeva connotati più profondi).

Arte concettuale

Insomma l’arte contemporanea diventa arte concettuale, non è più realista, non ci colpisce a vista d’occhio, ma esula dall’opera che in se per se viene indicata per andare al significato, per ricercare i motivi, le spiegazioni che hanno portato l’artista a creare qualcosa. Ecco perché senza una definizione (possibilmente quanto più chiara possibile) è difficile capire per chiunque (esperti e non) un’opera che sia un quadro o un libro o ancora un piatto di cucina deve essere apprezzato in ciò che non è “visibile” ma in qualcosa che è nascosto. Porsi delle domande, questo è probabilmente il significato dell’arte contemporanea. Prima di chiudere questo articolo citiamo due grandi artisti, appunto definiti contemporanei, che hanno fatto di questa tendenza il loro cavallo di battaglia: Andy Warhol che ne ha incentrato tutta la sua vita professionale  (fotografo, scrittore, regista, pittore e chi più ne ha più ne metta) e, in questi anni, Marina Abramovic, artista che si è specializzata sopratutto sui contrasti tra limiti umani, corpo e mente ed è considerata come l’ultima esponente della corrente contemporanea.

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