Nella costruzione dei percorsi multimediali saranno utilizzati materiali conservati dai tre Istituti partner.
Si tratta di lettere, manoscritti, spartiti, registrazioni musicali, disegni, affiches, caricature, fotografie, monografie, opuscoli e periodici che dagli inizi dell' Ottocento documentano la nascita dell'idea di nazione italiana e lo sviluppo e le riletture che questa idea ha avuto nel Novecento.
Raccolta Affiches, manifesti e caricature
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Italia 1815-1860; Francia 1830-1871.
Raccolta Carte varie
Unità archivistiche utilizzate nel progetto: La corrispondenza della famiglia Goegg sul 1848 tedesco, la corrispondenza di Armand Barbès a diversi destinatari; le lettere di Giuseppe Ferrari a Pierre-Joseph Proudhon, le lettere di Pierre-Joseph Proudhon a vari corrispondenti, i documenti su la Comune di Parigi; lettere e documenti relativi alla storia del giornale socialista l' "Avanti!".
Fondo Felice Anzi
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti Felice Anzi.
Fondo Enrico Bignami
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Copialettere, Documenti.
Fondo Lodovico Calda
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Scritti e Memorie.
Fondo Felice Cavallotti
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Attività letteraria, Attività politica, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi.
Fondo Andrea Costa
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Scritti.
Fondo Osvaldo Gnocchi Viani
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Scritti, Documenti personali, Documenti politici.
Fondo William James Linton
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti Linton.
Fondo Mauro Macchi
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Scritti.
Fondo Luigi Musini
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Memorie personali, Attività politica.
Fondo Constantin Pecqueur
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti.
Fondo Rinaldo Rigola
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti
Fondo Louis Eugène Varlin
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti.
Fondo Associazione generale degli operai braccianti del Comune di Ravenna
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Corrispondenza ricevuta, Corrispondenza inviata, Corrispondenza di terzi a terzi, Documenti.
Fondo Società operaia di mutuo soccorso di Acquanegra sul Chiese
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Corrispondenza, Società operaia, Società cooperative, Documenti.
Nel progetto saranno utilizzate anche monografie, opuscoli e collezioni periodiche appartenenti al patrimonio librario della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che integrano e completano la documentazione archivistica.
Si tratta di una parte dei testi presenti nelle sezioni librarie relative al periodo dalla Restaurazione ai primi anni dell'Unità, fino alla fase dei governi della destra storica (1861-1876).
Fondo Mario - Biblioteca
Il così detto fondo Mario appartenne al tenore Giovanni Matteo De Candia, in arte Mario (Cagliari 1810-Roma 1883), interprete lirico fra i più noti ed acclamati dalle platee europee nell'Ottocento. Il fondo Mario costituisce uno dei rarissimi esempi di biblioteca appartenuta ad un grande tenore del secolo scorso ed è da considerarsi senz'altro il più importante e cospicuo fondo nella Sezione Accademica della biblioteca. Pervenuto in dono dalla famiglia Odescalchi, il fondo comprende manoscritti ed edizioni musicali dei secoli XVI-XIX, per un totale di oltre 3000 fra volumi e fascicoli (pari a più di 4500 titoli) e riflette non solo la carriera cosmopolita ed il vasto repertorio del cantante, ma anche la nota passione di Mario per il collezionismo e l'antiquariato.
Nel complesso, si tratta di un fondo a larghissima prevalenza di repertorio vocale, generalmente profano. Di particolare interesse per lo studio del repertorio e della prassi esecutiva vocale dell'Ottocento, i manoscritti (fra i quali molte parti cantanti) e le edizioni con varianti ed abbellimenti; numerosi autografi fra i quali alcuni di Rossini e Donizetti; alcune antologie di cantate del secolo XVIII, dalle quali sono emerse diverse nuove fonti soprattutto per Astorga; infine raccolte di arie e duetti relative al repertorio dei teatri londinesi nella prima metà del Settecento, e pertanto fonti assai rare in Italia. Numerose inoltre le edizioni musicali di pregio, per lo più inglesi e francesi, dei secoli XVI-XIX, molte delle quali contraddistinte da dediche e da interessantissime annotazioni, varianti ed abbellimenti.
Serie documentarie utilizzate nel progetto: Inni nazionali, romanze da camera.
Archivio storico
L'archivio conta oltre un chilometro lineare di documenti cartacei originali, costituiti da un fondo pre-unitario che riflette la storia e la vita societaria e artistica della Congregazione, poi Accademia di Santa Cecilia fra il 1650 e il 1870; nel fondo post-unitario, dal 1871 ai giorni nostri, di particolare interesse ai fini del progetto sono il carteggio artistico, l'archivio fotografico (più di 20.000 foto), l'archivio della rassegna stampa (dal 1910 ad oggi, interamente digitalizzata), quello sonoro e audiovisivo, oltre al fondo di locandine e manifesti.
Serie documentarie utilizzate nel progetto: dal 1848 alla metà del XX secolo.
Archivi di etnomusicologia
Dal 1948 l'Accademia ha raccolto, grazie alle campagne di ricerca del Centro Nazionale di Studi sulla Musica Popolare, preziose registrazioni di musiche italiane di tradizione orale frutto dell'instancabile lavoro di Giorgio Nataletti, Diego Carpitella, Ernesto De Martino, Alan Lomax e altri studiosi che con passione si sono dedicati alla raccolta e allo studio di questi repertori. Da allora il patrimonio sonoro degli Archivi ha ampliato il suo raggio d'azione fino a comprendere molti paesi del bacino del Mediterraneo e oltre. Attraverso la musica, gli Archivi custodiscono testimonianze di culture (albanesi di Calabria, comunità ebraiche, confraternite), di territori (il mare delle tonnare siciliane, le montagne del Trentino, la Lucania), di mestieri (carrettieri, pescatori, ambulanti), di tecniche espressive (il canto a tenore sardo, il trallallero genovese, i canti accompagnati da chitarra battente del Gargano), di riti e liturgie (ebrei askenaziti, cristiani greco ortodossi, diverse comunità islamiche). Un patrimonio sonoro unico nel suo genere.
MUSA Museo degli strumenti musicali
Il Museo possiede una delle principali raccolte italiane che comprende più di cinquecento pezzi tra strumenti, accessori, oggetti e cimeli che testimoniano diverse culture musicali: cinque secoli di storia fra Europa, Asia e Africa, musica colta - antica e moderna - musiche popolari italiane, musiche etniche extraeuropee.
Il museo è sorto alla fine dell'Ottocento, in coincidenza con la fondazione dei musei e delle collezioni di strumenti musicali delle altre principali istituzioni europee di insegnamento musicale, ma, soprattutto, in un periodo di particolare fervore nella vita accademica. All'epoca l'Accademia aveva da poco istituito la biblioteca ed il liceo musicale e cominciato a svolgere un'attività formativa e concertistica continuativa, entro la quale trovavano posto anche concerti di musica antica. La costituzione del museo avvenne proprio a integrazione di tale attività, con il preciso intento di ampliare la conoscenza dell'arte della musica attraverso gli "attrezzi" che la servono; di mettere a disposizione dei propri allievi e del pubblico testimonianze dirette della storia della musica antica o di tradizioni musicali diverse dal consueto repertorio classico occidentale, come possono essere considerate quelle extraeuropee o quelle popolari.
Il fondo antico della raccolta, a dimostrazione del suo carattere esemplificativo, è il più eterogeneo per provenienza e fattura degli strumenti. Nel 1926 vi si aggiunse il fondo Savoia, costituito prevalentemente da strumenti a pizzico e frutto della donazione della Regina Margherita.
Oggi il nucleo più consistente della collezione è rappresentato dagli strumenti della tradizione liutaria italiana dal XVII al XX secolo, fra i quali spiccano - per qualità della fattura e importanza storica - il violino di Antonio Stradivari del 1690 detto "Il Toscano" e il mandolino e la viola del liutaio romano David Tecchler. Ad essi si affianca un gruppo di strumenti a fiato italiani ed europei del XVII-XX secolo, che comprende alcuni pregevoli pezzi creati dalla famiglia di costruttori romani Biglioni, i cui componenti erano anche membri della Congregazione ceciliana. Di particolare interesse sono poi alcuni esemplari di mandoloni romani costruiti da Gaspar Ferrari che ne è stato l'ideatore. Uno strumento molto popolare nella Roma del XVIII secolo, ma ancora poco noto.
Fondo Luchino Visconti
L'archivio conta oltre 10.000 documenti cartacei originali, 5.000 lettere ricevute dal regista, 180 tra copioni, riduzioni, soggetti, scalette, sceneggiature, che si sommano ai contratti e al materiale amministrativo, ai calendari di lavorazione, ai dialoghi e agli appunti vari. Oltre 12.000 sono le immagini, per la gran parte fotografie di sopralluoghi, set, allestimenti, prove e spettacoli, alle quali si aggiungono figurini, bozzetti, schizzi dei movimenti di scena, acquarelli, tempere e disegni. Serie documentarie utilizzate nel progetto: Cinema, Teatro lirico. Oltre ai materiali del fondo Luchino Visconti la Fondazione Istituto Gramsci si propone di utilizzare per il progetto una seconda tipologia di fonti rivolta a rafforzare la diffusione di conoscenze sui temi dell'eredità risorgimentale. Tra le raccolte della biblioteca della Fondazione Istituto Gramsci onlus è conservata una consistente collezione di pubblicistica socialista della fine Ottocento e degli inizi del Novecento, costituita da resoconti di congressi, opuscoli di propaganda, saggi, discorsi, pubblicazioni periodiche, traduzioni di opere straniere.




