
Aspetti dell'influenza del pensiero mazziniano sulla musica italiana dell'Ottocento
venerdì 20 novembre, ore 18
Bibliomediateca
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro de Coubertin
Roma
Tra i diversi scritti di critica letteraria, estetica e filosofia, Mazzini pubblicò nel 1836 la Filosofia della musica, dedicata a un Ignoto Numini che avrebbe dovuto ricollocare la musica dove gli antichi grandi, non di sapienza, ma di sublimi presentimenti l'avevano posta accanto al legislatore ed alla religione. Come scrisse Massimo Mila, probabilmente Mazzini intendeva additare agli artisti italiani un cammino da percorrere, un altro dei valori attraverso i quali era possibile placare la struggente ansia individualistica del Romanticismo: Dio e Popolo.
Questo il punto di partenza per indagare i reali rapporti tra il pensiero di Mazzini e le opere dei compositori a lui contemporanei.
Renato Meucci (1958), docente di Storia degli strumenti musicali all'Università Statale di Milano e di Storia della musica al conservatorio di Novara. La sua produzione scientifica ha riguardato temi inerenti la storia della musica, la storia e tecnologia degli strumenti musicali, l'iconografia musicale, la prassi esecutiva, l'etnomusicologia, la produzione e l'organizzazione musicale italiana nei secoli passati. Nel 2003 la Historic Brass Society di New York gli ha conferito il "Christopher Monk Award" per le sue pubblicazioni "from Roman times to the 20th century". E' consulente di diversi musei e collezioni di strumenti musicali, tra cui il Museo dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma (dal 1990), il Museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco di Milano (dal 1994), quello della Galleria dell'Accademia di Firenze (dal 1997). Ha inoltre collaborato intensamente negli ultimi anni con l'Ente Triennale degli Strumenti ad Arco di Cremona (oggi Fondazione Stradivari). Ha al tempo stesso contribuito alla diffusione e valorizzazione della musica del passato in qualità di direttore del Festival e dei Corsi di Musica Antica di Urbino e di presidente (dal 1994 al 2007) della Fondazione Italiana per la Musica Antica (Roma), sodalizio di cui è stato nominato presidente onorario nel 2008.