
Rivolgimenti istituzionali e sociali: la Restaurazione e il crollo degli Antichi Stati italiani
3 dicembre 2009, ore 17
MUSA. Museo degli Strumenti Musicali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica
Viale Pietro de Coubertin
Roma
info 065806646
Con l'unificazione nazionale, tra il 1859 e il 1861, le Italie dell'Ottocento si avviarono a diventarne una sola, organizzata in base
a un ordinamento che, riproponendo sostanzialmente il sistema istituzionale vigente dal 1848 nel Regno di Sardegna, cancellava d'un colpo quelli caratteristici degli altri Stati preunitari (il Regno Lombardo-Veneto, i due ducati padani, lo Stato della Chiesa, il Granducato di Toscana, il Regno delle Due Sicilie). Ma tra il 1815 e il 1859, ovvero nei decenni successivi all'età napoleonica, un viaggiatore che avesse percorso da un capo all'altro lo stivale si sarebbe imbattuto ad ogni attraversamento di confine in una varietà di leggi e istituzioni che gli avrebbe reso impossibile percepire la penisola come qualcosa di diverso da una semplice espressione culturale o geografica. In ciascuno degli Stati preunitari il disegno istituzionale si presentava come l'esito di uno specifico rapporto tra ceti sociali ed economici e potere politico, la pluralità delle cui forme ci si propone qui di illustrare nella ricchezza delle sue declinazioni.
Marco Meriggi (Roma 1955) insegna Storia delle Istituzioni politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Napoli "Federico II". Ha scritto, tra l'altro, Gli Stati italiani prima dell'Unità. Una storia istituzionale, Il Mulino, Bologna 2002, e Gli antichi stati crollano , in A.M.Banti-P. Ginsborg (a c. di), Il Risorgimento (Storia d'Italia. Annale 22), Einaudi, Torino 2007.