
Per un recupero di un'identità culturale nazionale fra musica, arte e letteratura: le celebrazioni dantesche del 1865
giovedì 18 marzo 2010, ore 18
Bibliomediateca dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica
Roma
Nel 1865 il sesto centenario della nascita di Dante venne celebrato in tutta Italia con feste grandiose, che in alcuni casi assunsero un significato dichiaratamente politico. In particolare a Firenze - capitale d'Italia e promotrice di un articolato programma di manifestazioni - si celebrò in Dante "il profeta dell'Italia presente, il fondatore dell'Unità nazionale". La musica ebbe una parte rilevante nelle feste fiorentine del 14, 15 e 16 maggio 1865, non solo con una profusione di cori di contenuto patriottico eseguiti da masse corali di centinaia di persone, ma con la prima esecuzione di una nuova sinfonia ispirata alla Divina Commedia, composta da Giovanni Pacini.
Nello stesso 1865 a Roma si costituiva la Società della Galleria dantesca, con cui l'imprenditore Romualdo Gentilucci intendeva costruire un monumento perenne a Dante, poeta universale, attraverso l'esposizione di 27 grandi tele raffiguranti episodi della Divina Commedia in una sala in cui si sarebbero eseguite composizioni musicali, così celebrando nel nome di Dante l'unione fra le arti. Per l'inaugurazione della Galleria dantesca, il 26 febbraio 1866 venne eseguita la sinfonia Dante di Franz Liszt.
Sia a Firenze sia a Roma, pur nella diversità dell'impostazione ideologica delle celebrazioni, dettata dalle differenti condizioni politiche delle due città, la musica per le feste dantesche scelse il sinfonismo (e non il melodramma!) come mezzo privilegiato per celebrare Dante: a Firenze si volle fondare una via italiana al sinfonismo, con la scelta dell'argomento dantesco "popolare, e italiano"; a Roma si cercò l'unione di arte italiana e arte tedesca, nell'intento di mettersi al passo con le più recenti esperienze della musica europea.
Bianca Maria Antolini. Docente di Storia della Musica al Conservatorio "F. Morlacchi" di Perugia, è direttore del periodico di ricerca musicologica "Fonti Musicali Italiane" edito dalla Società Italiana di Musicologia e dal Cidim. Dal 2001 al 2006 è stata presidente della Società Italiana di Musicologia. Svolge da anni un'intensa attività di ricerca, condotta nel segno di un attento esame delle fonti musicali e documentarie necessarie a una corretta ricerca storica. Si è occupata di storia dell'editoria musicale, di funzionamento dei teatri d'opera, circolazione del melodramma e del repertorio strumentale, organizzazione concertistica, esame del repertorio operistico e del pubblico dell'opera, figura sociale e professionale di cantanti e compositori, dibattito estetico sulla musica e ricezione in ambito critico. Tali temi sono stati affrontati con riferimento a un ampio ventaglio storico e geografico: dall'opera romana e napoletana del Seicento, al Settecento metastasiano e francese, all'Ottocento rossiniano e post-unitario.