
Verdi e Manzoni: il dialogo tra uno scettico e un credente nell'Italia del Risorgimento
giovedì 20 gennaio 2010, ore 18
Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Auditorium Parco della Musica
Roma
Manzoni e Verdi sono stati gli artisti italiani dell'Ottocento nella cui produzione, rispettivamente letteraria e di teatro musicale, si incarnano nella maniera più chiara i problemi e le necessità della storia italiana nell'arco di tutto il secolo, prima e dopo l'Unità. Per questo è utile mettere a fuoco i momenti essenziali del loro rapporto. La conferenza riesamina l'insieme di dati e testimonianze relativi ad esso su tre piani:
1) quello dei rapporti personali;
2) quello della ricezione dell'opera e del pensiero di Manzoni da parte di Verdi;
3) quello dell'influsso che il primo ebbe sulla produzione del secondo, cercando di rispondere alla domanda: cosa c'è di manzoniano nell'opera di Verdi?
Fabrizio DELLA SETA
Ha compiuto gli studi universitari nella Facoltà di Lettere dell'Università di Roma, dove si è laureato nel 1975 con Nino Pirrotta, e gli studi di composizione con Paolo Renosto e Fausto Razzi. Ha insegnato Storia della musica nei conservatori, è stato professore associato all'Università di Siena, e dal 2000 è professore ordinario nella Facoltà di Musicologia di Cremona dell'Università di Pavia. È membro del comitato direttivo di varie riviste ed è socio dell'Academia Europaea.
Le sue ricerche hanno toccato diversi ambiti: la musica dal Duecento al Quattrocento nelle sue relazioni col pensiero filosofico e scientifico; la vita musicale italiana tra Sei e Settecento, con studi su Arcangelo Corelli, Francesco Gasparini, Antonio Vivaldi e Benedetto Marcello; la storia della musica italiana e francese nell'Ottocento, con studi su Giacomo Meyerbeer, Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi; la teoria della drammaturgia musicale; lo studio del processo compositivo.
Attualmente è condirettore della Edizione critica delle opere di Vincenzo Bellini (Milano, Ricordi) e presidente del Comitato scientifico del Centro di documentazione per gli studi bellinani dell'Università di Catania.