Milano 1801 - Castagnola, Lugano 1869
Patriota e pubblicista. Intellettuale eclettico, fece gli studi giuridici alla scuola di Romagnosi. In seguito il suo ingegno si interessò ad ambiti tra i più vari: economia, industria, tecnologia, ferrovie, istruzione, urbanistica, storia, problemi sociali, geografia. Convinto che il progresso economico e civile ed il miglioramento delle condizioni di vita fossero il motore per rinnovare l'Italia fu pubblicista infaticabile. La sua iniziativa più importante in tal senso fu Il Politecnico che, nei 47 fascicoli della prima serie apparsi tra il 1839 ed il 1844, si deve quasi esclusivamente alla sua penna. Fautore di una politica di ampie riforme e di una società aperta, dinamica e progressiva divenne uno dei responsabili di primo piano delle Cinque giornate di Milano nel 1848. Animatore del consiglio di guerra si scontrò con gli elementi filo-sabaudi e giudicò nociva per il movimento rivoluzionario la politica di Carlo Alberto. Scrisse in proposito Dell'insurrezione di Milano e della successiva guerra (1849). A seguito del ritorno degli austriaci riparò in Svizzera. In esilio formulò il suo programma politico in senso democratico e federalista entrando in polemica tanto con i moderati quanto con Mazzini. Fu al centro dell'attività della Tipografia Elvetica di Capolago che ospitava gli scritti di molti patrioti italiani. Tornato in Italia nel 1860 si recò a Napoli da Garibaldi nel disperato tentativo di indurlo a resistere alle pressioni in favore dell'unione immediata delle province meridionali al regno sabaudo. Promosse la rinascita de Il Politecnico e venne eletto due volte in Parlamento, dove non si presentò mai per non prestare giuramento alla corona.
1865