Questo percorso è dedicato alla trasformazione sociale ed economica della nazione unita.
È esistita una religione politica del processo risorgimentale che ha avuto due corni: da una parte la lenta costruzione della adesione a Casa Savoia, dall'altra l'idea di un'"altra Italia", un'espressione della quale è rappresentata dal "garibaldinismo".
Parallelamente, si definiscono i temi che caratterizzano l'azione e la riflessione pubblica in due ambiti di intervento sociale: i processi di auto-organizzazione di tutela, di protezione e di mutualismo, che si diffondono a partire dagli anni '50 , e la discussione sull'emergere della questione meridionale, due temi destinati poi per tutto il Novecento a porre la questione della vivacità, o dei nodi strutturali, della società civile in Italia.
Il garibaldinismo è un fenomeno sociale, ma ancor prima mentale, in cui si innesta un’idea romantica della nazione, la volontà di partecipare in prima persona al farsi della storia, l’idea di fedeltà al gruppo, il culto del capo, ma soprattutto la memoria delle azioni “fatte insieme”. Un processo che spesso assume la visione “ex-combattentistica”, ma che non si risolve o non si spiega solo nella partecipazione agli eventi bellici o alle battaglie del Risorgimento, ma che ha in sé anche l’idea o la convinzione di rappresentare se non un’ “altra Italia” almeno un’ “Italia migliore”.
I mille e le Memorie sono i due testi di Garibaldi che hanno costruito la sua immagine pubblica. Due testi per certi aspetti complementari: da una parte la definizione di una figura in cui prevale l'elemento dell'azione, dello scontro e della battaglia, dall'altra quella delle molte vicende che lo vedono protagonista, spesso sconfitto, e che ne accompagna l'immagine oltre il dato dell'eroismo e che significativamente si concludono con il ritorno a Caprera dopo la partecipazione alla guerra franco-prussiana in cui traspare un profilo di una stagione politica non più affidata alla sorte della scontro sul campo militare , ma la partecipazione ideale a quel conflitto sociale che anche sulla scorta della vicenda della Comune di Parigi vede Garibaldi, negli ultimi dieci anni di vita, prendere sempre più parte attiva alla nascita dell'Italia democratica, alle esperienze associative, alla lotta per il suffragio universale, alla lotta alla miseria.
Poesia intitolata "A Cavallotti"
Fondo Felice Cavallotti, 53/4
L'esperienza della guerra, ma soprattutto la vicenda umana di chi ha vissuto insieme una serie di eventi sono il filo conduttore di diari, di racconti autobiografici, di racconti che costituiscono un momento essenziale in cui si costruisce la rappresentazione del Risorgimento e la rivendicazione del proprio ruolo. In quella vicenda umana si colloca non solo l'orgoglio d ciò che si è fatto, ma anche il senso dio una fedeltà ad un ideale di cui si è stati non solo parte, ma anche attori. Un "vissuto" che forse ha trovato il suo migliore "cantore" nel discorso pubblico di Carducci, che per molti aspetti costituisce la sintesi ma anche il canone con cui queste pagine autobiografiche furono non solo pensate o scritte, ma anche lette non solo allora, ma anche dalla generazioni che dopo in altre circostanze e in differenti momenti, nel corso del Novecento andranno alla guerra.
1913
Giuseppe Cesare Abba
Cairo Montenotte, Savona 1838 - Brescia 1910
Patriota garibaldino. Dopo essere entrato volontario nell'esercito piemontese nel 1859, nel 1860 si unì ai garibaldini e salpò per la Sicilia partecipando alle principali battaglie della spedizione dei Mille (Calatafimi, Palermo, Volturno). Fu durante questa esperienza che ebbe modo di annotare su un quaderno i fatti che si verificavano giorno per giorno e che poi avrebbero costituito la fonte principale dei suoi scritti. Nel 1866 partecipò alla spedizione di Garibaldi in Trentino, prendendo parte alla battaglia di Bezzecca. Per l'interessamento di Carducci pubblicò nel 1880 le sue Noterelle d'uno dei Mille, che nella loro edizione definitiva del 1891 assunsero il titolo Da Quarto al Volturno. Affermatosi come la memoria storica dell'epopea garibaldina, svolse un'appassionata opera di divulgazione degli ideali del Risorgimento, specialmente all'indirizzo delle giovani generazioni. Alcuni dei suoi più significativi articoli degli ultimi anni vennero pubblicati nel 1913 con il titolo Ricordi garibaldini.
1892
Giulio Adamoli
Besozzo, Varese 1840 - Il Cairo 1926
Patriota garibaldino. Studiò matematica a Pavia, dove entrò in amicizia con i fratelli Cairoli. Nel 1859 partecipò come volontario nell'esercito piemontese alla liberazione della Lombardia e nel 1860 fece parte della seconda ondata della spedizione garibaldina nel Mezzogiorno. Fu pure presente alla sfortunata giornata dell'Aspromonte ed alla campagna del 1866. Dopo un breve soggiorno negli Stati Uniti prese parte al tentativo di risolvere con le armi la questione romana culminato nella battaglia di Mentana. Di questa lunga milizia sono testimonianza i suoi ricordi, raccolti nel 1892 nell'opera Da San Martino a Mentana. Eletto deputato nel 1876 sedette sui banchi della sinistra. Fu presidente della Società geografica italiana e caldeggiò in tale veste le esplorazioni in Africa. Dal 1893 al 1896 divenne sottosegretario agli Esteri nei governi presieduti da Crispi. Nel 1907 fu nominato commissario della Cassa incaricata di gestire il debito pubblico egiziano.
1903
Giuseppe Bandi
Gavorrano, Grosseto 1834 - Livorno 1894
Scrittore e patriota garibaldino. Sin da giovane noto alla polizia granducale per le sue frequentazioni mazziniane, venne arrestato e condannato ad un anno di reclusione con l'accusa di avere aiutato la fuga di alcuni patrioti. Rilasciato nel 1859 tentò la carriera militare. Dopo aver conosciuto Garibaldi si associò all'impresa dei Mille, risultando di grande aiuto per i rifornimenti della spedizione durante la sosta praticata dai garibaldini a Talamone. Si distinse durante le battaglie di Calatafimi (dove fu ferito) e di Milazzo. Dopo aver ripreso il suo posto nell'esercito regolare combatté a Custoza nel 1866. Collaborò con molte testate (tra cui La Nazione e La Gazzetta del Popolo) passando con gli anni da tendenze repubblicane a simpatie filo-monarchiche. Fu tra i sostenitori di Crispi. La sua opera sull'epopea garibaldina, I Mille, che fu pubblicata a puntate nel 1866 sul Messaggero e sul Telegrafo e che solo nel 1902 venne raccolta in un unico volume, viene considerata come una delle più importanti testimonianze del garibaldinismo ed ha goduto di varie edizioni.
1887
Ulisse Barbieri
Mantova 1842 - San Benedetto Po, Mantova 1899
Scrittore. Attivo sin da giovanissimo negli ambienti patriottici della sua città, venne sorpreso dagli austriaci ad affiggere manifesti per la libertà d'Italia e venne arrestato e condannato a tre anni di reclusione. Nel 1866 partecipò con i garibaldini alla campagna del Trentino, dove venne ferito. Fu scrittore molto fecondo, autore di drammi teatrali, libretti d'opera, romanzi e versi. Molte delle sue opere, caratterizzate da un forte tono antiaustriaco ed anticlericale, vennero rappresentate con un certo successo in diverse città italiane. Il suo atteggiamento politico assunse col passare del tempo tinte sempre più radicali fino alla pubblicazione nel 1887 di Ribellione, opera dedicata al Negus, a Ras Alula ed agli abissini che si erano opposti al colonialismo italiano in Africa orientale. Negli stessi anni aderì al socialismo e divenne direttore del settimanale Combattiamo!, pubblicato prima a Genova e poi a Voghera. Collaborò quindi con altri giornali anarchici e socialisti, impegnandosi per l'organizzazione dei lavoratori rurali del mantovano. Partecipò ai moti del 1898 e venne di conseguenza arrestato.
1871
Achille Bizzoni
Pavia 1841 - Milano 1903
Scrittore. Arruolatosi nel 1859 nell'esercito sardo partecipò l'anno successivo all'assedio di Gaeta. Nel 1866 entrò volontario nei ranghi garibaldini per prendere parte alla campagna del Trentino e nel 1871 seguì Garibaldi nell'avventurosa spedizione a sostegno della Francia contro i prussiani. Sulla base di questa esperienza scrisse le Impressioni di un volontario all'esercito dei Vosgi, pubblicate alcuni anni dopo. Avvicinatosi all'ambiente democratico radicale, nel 1867 fondò e diresse a Milano il Gazzettino rosa, periodico letterario e artistico vicino alla scapigliatura, impegnato sul terreno politico e sulle scottanti questioni sociali del tempo. Il giornale si distinse per la sua mordace polemica fino alla sua chiusura nel 1873. Durante questa esperienza strinse un sodalizio duraturo con Felice Cavallotti. Tra il 1880 ed il 1883 diresse La Provincia pavese e collaborò con importanti fogli radicali come la Lega della democrazia di Alberto Mario, la Capitale di Roma e soprattutto Il Secolo di Milano, per il quale fu anche inviato in Eritrea dal 1894 al 1896, allorché venne espulso dal governatore della colonia per opposizione alla guerra e vilipendio al governo coloniale. Fu autore di numerosi romanzi caratterizzati da una forte critica alla politica italiana.
1878
Giovanni Cairoli
Pavia 1842 - Belgirate 1869
Patriota. Ultimogenito di una famiglia profondamente impegnata nella politica di riscatto nazionale, entrò nel 1860 all'Accademia militare di Torino dove nel 1862 completò gli studi di matematica. Partecipò nel 1866 alla terza guerra d'indipendenza per la liberazione del Veneto. Nel 1867 si recò a Roma con il fratello Enrico per preparare una spedizione garibaldina volta a risolvere con le armi la questione romana. Il tentativo fu però sfortunato ed i patrioti dovettero asserragliarsi a Villa Glori, sui monti Parioli, dove vennero attaccati dai soldati pontifici. Ferito, cadde prigioniero e venne rilasciato solo dopo difficili trattative. Le vicende di questa sua impresa costituirono più tardi l'oggetto dell'opuscolo Spedizione ai monti Parioli.
1903
Eugenio Checchi
Livorno 1838 - Roma 1932
Scrittore. Avviato agli studi giuridici, che completò con una laurea a Siena, coltivò fin da giovanissimo la sua passione per la letteratura e per il teatro. Collaborò con diversi giornali, tra i quali: la Gazzetta del Popolo, la Gazzetta d'Italia, La Perseveranza. Trasferitosi a Roma nel 1883 diresse il Fanfulla della domenica. La sua partecipazione alla spedizione garibaldina nel Trentino del 1866 è considerata dubbia. Pare in effetti che egli abbia scritto le Memorie di un garibaldino (comparse dapprima anonime e con altro titolo) basandosi sul diario del fratello Tito, che fu al seguito di Garibaldi nella battaglia di Bezzecca. In ogni caso il suo scritto è considerato uno dei più riusciti nell'ambito della letteratura del garibaldinismo. Curò inoltre la prima edizione delle Memorie di un ottuagenario di Ippolito Nievo e scrisse nel 1907 Garibaldi: la sua vita narrata ai giovani.
1899
1875
Alberto Mario
Lendinara, Rovigo 1825 - ivi1883
Patriota. Seguì gli studi di matematica e di giurisprudenza all'Università di Padova, dove cominciò ad interessarsi alla politica ed a frequentare gli ambienti patriottici. Durante i moti del 1848 partecipò alla difesa di Treviso e di Vicenza. Si trasferì in seguito a Torino e a Genova, dove entrò in contatto con altri esuli di fede repubblicana. Fu in questo frangente che maturò convinzioni democratiche avvicinandosi alla propaganda mazziniana. Da allora svolse un'intensa attività di pubblicista. Nel 1857 si recò in Inghilterra, dove collaborò con L'Italia del popolo e con Pensiero e azione e dove sposò la militante mazziniana inglese Jessie White. Trasferitosi in Svizzera con la moglie nel 1859 frequentò Cattaneo, del quale condivise l'orientamento federalista. Partecipò alla spedizione dei Mille, esperienza che raccontò nel libro La camicia rossa, pubblicato nel 1870 e prese parte alle successive imprese garibaldine del 1866 e del 1867. Fu un esponente molto attivo dello schieramento democratico contribuendo alla nascita di diverse società operaie e di mutuo soccorso e dando notevole impulso alle battaglie per la laicità, per il suffragio universale e per il decentramento. Eletto nel 1863 al parlamento, rifiutò la carica per non prestare giuramento alla monarchia.
1903
Giovanni Marradi
Livorno 1852 - ivi 1922
Poeta, esponente della scapigliatura toscana. Dopo aver tentato invano la strada degli studi tecnici si dedicò alle lettere ed alla composizione di versi. Trasferitosi più tardi a Firenze divenne uno dei principali esponenti della scapigliatura fiorentina, svolgendo anche la funzione di critico letterario con lo pseudonimo di Labronio. Fortemente influenzato da Carducci, scrisse poesie di intonazione patriottica tra le quali Rapsodie garibaldine, composte in occasione del centenario della nascita dell'eroe dei due mondi nel 1907.
1871
Ettore Socci
Pisa 1846 - Firenze 1905
Patriota garibaldino. Trasferitosi a Firenze si avvicinò agli ambienti politici repubblicani. Arruolatosi con Garibaldi, partecipò alla spedizione di Mentana ed a quella in soccorso della repubblica francese. A ricordare questa sua milizia nelle file garibaldine resta lo scritto Da Firenze a Digione: impressioni di un reduce garibaldino. Militante repubblicano assai attento alla questione sociale venne eletto deputato alla Camera per il collegio della Maremma per 5 legislature consecutive. In tale sede si batté tenacemente per la bonifica delle zone paludose attorno a Talamone e per il rimboschimento della Feniglia, contro il latifondo, per i diritti delle donne, riuscendo ad ottenere il permesso ad esercitare l'avvocatura per le laureate in giurisprudenza e la possibilità per le telegrafiste di maritarsi. Venne rieletto con ampi consensi fino al 1902.
1889
Raffaele Tosi
Rimini 1833 - ivi 1913
Patriota. Arruolatosi nel 1848 nella Guardia civica partì volontario per prestare il suo aiuto al Veneto insorto contro gli austriaci. Nel 1849 partecipò alla difesa della Repubblica romana. Legatosi a Garibaldi, lo seguì successivamente in tutte le sue imprese più importanti: fu nei Cacciatori della Alpi nel 1859, tra i Mille nel 1860, partecipò alla terza guerra d’indipendenza nel 1866 ricevendo due medaglie d’argento al Valor militare. Fu vicino a Garibaldi anche negli ultimi anni, nel corso dei quali il generale si ritirò a Caprera. Della sua lunghissima militanza nelle file garibaldine restano i suoi Cenni autobiografici di un garibaldino (1889) e ed i ricordi Da Venezia a Mentana (1910).
1910
1888
1871
Jessie White Mario
Portsmouth 1832 - Firenze 1906
Scrittrice inglese, Jessie Jane Meriton conobbe i principali protagonisti della corrente democratica del Risorgimento italiano: da Garibaldi a Mazzini, da Cattaneo a Bertani. Simpatizzò ben presto con la causa dell'indipendenza italiana e scrisse numerosi articoli sulla stampa britannica contribuendo ad orientare l'opinione pubblica d'oltremanica in senso favorevole al moto risorgimentale. Sposò il patriota italiano Alberto Mario con il quale, nel 1860, partecipò all'impresa dei Mille curando i servizi sanitari delle giubbe rosse (mansione che svolse anche durante le spedizioni garibaldine del 1866 in Trentino e del 1870 in Francia). I ricordi dell'intervento nella guerra franco-prussiana costituiscono l'oggetto del libro I garibaldini in Francia, pubblicato nel 1871. Dopo l'Unità fu impegnata in prima linea per la risoluzione delle piaghe sociali della parte più povera del paese.
1910
Giacinto Bruzzesi
Cerveteri, Roma 1822 - Milano 1900
Patriota. Artigiano incisore, aderì alla carboneria e successivamente alla Giovine Italia. Partecipò alla prima guerra d'indipendenza combattendo nel Veneto. Nel 1849 accorse in difesa della Repubblica romana, distinguendosi con una medaglia d'oro al valore. Alla caduta di Roma salpò per l'oriente insieme a 120 patrioti con l'iniziale intento di recare soccorso alla rivolta ungherese ma il fallimento di questa portò alla prematura fine della spedizione. Stabilitosi a Costantinopoli si dedicò al commercio senza tuttavia recidere i legami con le reti cospirative repubblicane. Nel 1859 tornò in Italia e si arruolò nei Cacciatori delle Alpi. L'anno successivo contribuì all'organizzazione della spedizione dei Mille in qualità di secondo capo di Stato Maggiore e prese parte alle principali battaglie per la liberazione del Mezzogiorno. I suoi ricordi dell'impresa vennero raccolti dal figlio Giunio nel libro Dallo scoglio di Quarto (1910). Uomo di fiducia di Garibaldi, fu con il generale anche durante la tragica giornata dell'Aspromonte. Partecipò alla campagna garibaldina nel Trentino ed alla sortita nel Lazio del 1867. Fu molto attivo nelle iniziative sociali dei circoli repubblicani ed all'interno della massoneria, di cui fu dignitario.
1890
1907
Ernesto Nathan
Londra 1845 - Roma 1921
Uomo politico. Fu profondamente influenzato dal pensiero e dalla personale conoscenza di Giuseppe Mazzini che contribuì a far maturare in lui convinzioni repubblicane e democratiche. Nel 1859 si trasferì in Italia e nel 1870 si stabilì a Roma dove diresse il giornale mazziniano Roma del popolo. Nel 1887 aderì alla massoneria del Grande Oriente d'Italia, di cui in seguito divenne Gran Maestro (tra il 1896 ed il 1903 e dal 1917 al 1919). Nel 1888 ottenne la cittadinanza italiana. Dopo essere stato per alcuni anni consigliere comunale a Roma, nel 1907 divenne il sindaco della capitale alla guida di uno schieramento laico, democratico e progressista. Tenne tale carica fino al 1913 prendendo importanti provvedimenti nell'edilizia e nell'urbanistica. Punto di riferimento dell'intellettualità democratica scrisse all'inizio del Novecento due biografie di Garibaldi e di Mazzini.
1850
Il diario di un "garibaldino" emblematico volontario a sedici anni , nel 1859 poi volontario nel 1866 e uno dei Settanta di Villa Glori nel 1867; protagonista della battaglia contro il macinati, poi nella campagna dei Vosgi nella guerra franco-prussiana con Garibaldi fino all'inizio delle lotte contadine alla fine degli anni '70 dove inizia una nuova stagione politica che porta Musini nel gennaio 1884 ad essere letto deputato al Parlamento.
Fondo Luigi Musini, 9/1
Fondo Luigi Musini, 12/8
Fondo Luigi Musini, 12/11
La riflessione politica di Mauro Macchi, nella sua rottura con l'ideale mazziniano e la ricerca di una politica volta alla crescita culturale e professionale delle classi popolari.
1854
Mauro Macchi
Milano 1818 - Roma 1880
Politico e pubblicista. Fu discepolo di Carlo Cattaneo del quale condivise gli ideali progressisti e repubblicani. Cacciato dalla Lombardia dopo il 1848 si stabilì negli stati sardi, a Torino ed a Genova, dove continuò la sua attività di pubblicista e dove cominciò ad interessarsi alla questione sociale. Nel 1854 pubblicò Studj politici che testimonia dei convincimenti maturati. Fra il 1854 ed il 1857 diresse il periodico La Ragione. Dopo essere stato severo critico della politica di Cavour, nel 1859 accettò l'invito di Farini ad assumere l'incarico di segretario del ministero della guerra a Modena. Nel 1860 operò per sostenere la spedizione garibaldina nelle Due Sicilie. Dal 1860 al 1876 venne eletto deputato e sedette alla sinistra dell'emiciclo parlamentare battendosi soprattutto per la laicità, per l'istruzione elementare obbligatoria, per il miglioramento della condizione operaia. Fu molto attivo nelle società operaie ed ebbe importanti incarichi all'interno della massoneria del Grande Oriente d'Italia. Dal 1868 al 1880 pubblicò l'Almanacco istorico d'Italia.
1865
Agostino Bertani
Milano 1812 - Roma 1886
Medico, patriota, uomo politico. Proveniente da una famiglia di spiccato sentimento patriottico si laureò in medicina nel 1835. Coltivò una duratura amicizia con Cattaneo, che contribuì a far maturare in lui gli ideali democratici e l’interesse per le questioni sociali. Prestò il suo contributo, come medico, ai patrioti insorti a Milano nel 1848 e a Roma nel 1849. In seguito si trasferì a Genova dove esercitò la sua professione. Strinse legami con Mazzini e con gli ambienti dell’emigrazione politica. Entrato in contatto con Garibaldi, partecipò alle sue imprese dirigendo i servizi di assistenza sanitaria ai Cacciatori delle Alpi nel 1859 e gestendo la Cassa di soccorso ai garibaldini durante la spedizione in Sicilia nel 1860. Sbarcato a Tropea seguì Garibaldi fino a Napoli, dove fu per qualche tempo segretario alla dittatura. Nel 1866 tornò nelle file garibaldine per prendere parte alla campagna del Trentino. Fu uno dei primi repubblicani ad entrare in parlamento contribuendo alla nascita del raggruppamento dell’Estrema sinistra radicale, di cui ben presto divenne il leader. Nel 1865 pubblicò le sue osservazioni politiche nel pamphlet Dell’opposizione parlamentare. Nel 1871 promosse l’inchiesta agraria, con l’intento di porre in luce le condizioni sociali dei contadini italiani. Nel 1876 appoggiò l’ascesa al potere di Depretis, di cui in seguito criticò il trasformismo contribuendo alla definitiva costituzione dei radicali in un partito autonomo slegato dalle altre correnti della sinistra. Attento alla nascente questione operaia, si batté per il suffragio universale e per l’abolizione dell’imposta sul macinato.